Out-O-Matic

outomatic1[at]gmail[dot]com

What is the three body problem?

Reblogged from napolux

ipromisenototell:

allylicious:

paradise

Birthday memories =)

Reblogged from ipromisenototell

ipromisenototell:

allylicious:

paradise

Birthday memories =)

(Source: khushtikini)

Prospettiva

Un compagno di mio figlio, 12 anni, stamattina: “destra, sinistra.. spero che quando dovrò votare ci sarà un partito che va avanti”

Reblogged from hotelmessico

hotelmessico:

L’insonnia è il trionfo dei pensieri minori.

Eroe.

presso Stazione Bologna Centrale

presso Stazione Bologna Centrale

explosm:

By Kris. If you like comics, I’m willing to assume you’ll love http://www.explosm.net. Call me crazy.

Reblogged from 3nding

explosm:

By Kris. If you like comics, I’m willing to assume you’ll love http://www.explosm.net. Call me crazy.

Reblogged from 3nding

(Source: verycoolpics)

"Io vorrei anche dire una cosa ai trogloditi riunitisi qualche giorno fa a Treviso con le bandiere di San Marco, che parlano a stento l’ italiano e diversi dialetti tanti quanti sono i loro campanili di riferimento: la Serenissima era una Repubblica aperta al mondo, che promuoveva la libera stampa, conosceva l’ importanza di curare l’ ambiente per evitare catastrofi idrogeologiche e accoglieva chiunque, ebreo, turco, armeno o ateo, purché rispettasse la legge e lavorasse, trattava con lo Stato Pontificio alla pari e non da governo suddito.
Ed oltre che di “capannoni”, scusate tanto, ma con la sua ricchezza ha contribuito a disseminare tutta la terraferma di ville palladiane e chiese colme di capolavori e a sfornare compositori che hanno contribuito allo sviluppo musicale di tutta l’ Europa.
Visto che a voi di tutto questo non ciava un bel casso, che siete contro gay, immigrati e terroni, siete bigotti basabanchi (almeno in pubblico), con l’ arte e la cultura vi pulite il culo ed è giá tanto se leggete la Gazzetta dello Sport, e adesso vi volete rinchiudere nella riserva come gli indiani, che dirvi? Fatevi un’ altra bandiera e lasciate in pace la gloriosa storia di quella Repubblica.
Come simbolo metteteci le ombre de vin, la figa, oppure lo spritz e l’ ombrellone. Che non sono cose brutte, per carità, ma non sono esattamente i valori etici e culturali su cui fondare uno stato.
Firmato: un veneto fuori dal Veneto, sempre orgoglioso delle proprie radici, ma abbastanza sconcertato dal delirio letto in questi giorni, che continua a ridurci a macchietta agli occhi dell’ opinione pubblica."

Reblogged from 3nding

Dai commenti qui (via virginiamanda)

questo lo stampo e lo affiggo in giro per la città.

(via curiositasmundi)

Urgenza e ambizione

Sembra un proclama del ventennio..

kon-igi:

Gentili ingegneri idraulici e studenti che abbiano fatto Fisica in un posto diverso dal Liceo Classico (GPOY),
perché le mie galline riescono a bere da un ciotolo in cui sia stata messa una bottiglia piena d’acqua a testa in giù e invece quando mi specializzo con qualcosa di più serio, l’acqua straborda dal ciotolo e la tanica si svuota?La tanica è sigillata e non dovrebbe permettere l’ingresso dell’aria che la fa svuotare…Forse è troppo alta e la spaventosa differenza di pressione data dall’elevata altitudine (1 metro) spinge il fluido fino a far accartocciare la tanica?Dovrei riempire la tanica di mercurio e dare da bere quello alle galline?Dovrei costruire una cupola di 700 metri di diametro sopra casa mia e riempirla di azoto? Dovrei far divorare le mia galline da Cthulhu?Grazie del costruttivo* aiuto.
*Chi percula muore.


Si vede anche dalla foto: la tanica si è schiacciata per la depressione esercitata dall’acqua (non è scientificamente corretto ma.. rende l’idea).
Soluzione1: usa una tanica più rigida.
Soluzione2: prova mettere la tanica più in basso, il minor dislivello riduce la depressione.

Reblogged from 3nding

kon-igi:

Gentili ingegneri idraulici e studenti che abbiano fatto Fisica in un posto diverso dal Liceo Classico (GPOY),

perché le mie galline riescono a bere da un ciotolo in cui sia stata messa una bottiglia piena d’acqua a testa in giù e invece quando mi specializzo con qualcosa di più serio, l’acqua straborda dal ciotolo e la tanica si svuota?
La tanica è sigillata e non dovrebbe permettere l’ingresso dell’aria che la fa svuotare…Forse è troppo alta e la spaventosa differenza di pressione data dall’elevata altitudine (1 metro) spinge il fluido fino a far accartocciare la tanica?
Dovrei riempire la tanica di mercurio e dare da bere quello alle galline?
Dovrei costruire una cupola di 700 metri di diametro sopra casa mia e riempirla di azoto?
Dovrei far divorare le mia galline da Cthulhu?
Grazie del costruttivo* aiuto.

*Chi percula muore.

Si vede anche dalla foto: la tanica si è schiacciata per la depressione esercitata dall’acqua (non è scientificamente corretto ma.. rende l’idea).

Soluzione1: usa una tanica più rigida.

Soluzione2: prova mettere la tanica più in basso, il minor dislivello riduce la depressione.

Arabia Saudita, il regno della caccia alle streghe

Reblogged from curiositasmundi

corallorosso:

(…) La scorsa settimana, mentre il presidente degli Usa Barack Obama conversava amabilmente con le autorità dell’Arabia Saudita, una quarantina di persone (quasi tutte di nazionalità straniera, molte di esse donne) attendevano in carcere di conoscere il loro destino al termine…

futurejournalismproject:

Rwanda, 20 Years Later
Twenty years ago this week, the Rwandan genocide began. It’s estimated 800,000 to a million people were killed over 100 days. Most were Tutsi but tens of thousands were moderate Hutu and others caught in the slaughter.
The country today is commemorating by holding a week of mourning alongside a longer 100-day vigil.
The #Rwanda20yrs hashtag on Twitter is an at times sobering, enlightening and inspiring access point to news, resources and personal accounts of the period.
Here’s some of what we’ve been reading through:
BBC, Rwanda genocide: 100 days of slaughter; a backgrounder on the events.
BBC, A good man in Rwanda; the story of Mbaye Diagne, an unarmed, Senegalese peacekeeper with the UN, who’s credited with saving at least 500 Rwandans.
Thomson Reuters Foundation, Genocide and Justice: Rwanda 20 years on; an immersive site with first person accounts from survivors, perpetrators, diplomats and more.
The Guardian, Genocide in Rwanda was a fork in the road not just for Africa but the world; how the genocide has affected international law and world response to events today.
Slate, Unreconciled Rwanda; can survivors really forgive those that murdered family and loved ones, and what policies has the Rwandan government put in place to foster reconciliation attempts.
Image: Via National Geographic, “A man tries to unlock a cell door at a hospital in Kigali, Rwanda in 1994. As the genocide spread across the country, doctors and staff of the main psychological hospital in Kigali fled or were killed leaving the patients to care for themselves.” Photo by David Guttenfelder. Revisiting the Rwandan Genocide: Origin Stories From The Associated Press. Select to embiggen.

Reblogged from misantropo

futurejournalismproject:

Rwanda, 20 Years Later

Twenty years ago this week, the Rwandan genocide began. It’s estimated 800,000 to a million people were killed over 100 days. Most were Tutsi but tens of thousands were moderate Hutu and others caught in the slaughter.

The country today is commemorating by holding a week of mourning alongside a longer 100-day vigil.

The #Rwanda20yrs hashtag on Twitter is an at times sobering, enlightening and inspiring access point to news, resources and personal accounts of the period.

Here’s some of what we’ve been reading through:

Image: Via National Geographic, “A man tries to unlock a cell door at a hospital in Kigali, Rwanda in 1994. As the genocide spread across the country, doctors and staff of the main psychological hospital in Kigali fled or were killed leaving the patients to care for themselves.” Photo by David Guttenfelder. Revisiting the Rwandan Genocide: Origin Stories From The Associated Press. Select to embiggen.

Reblogged from out-o-matic

out-o-matic:

Ma che cazzo di notizie.

viceitaly:

Stefano Tamburini, borgataro post-punk
Stefano Tamburini è morto in un imprecisato giorno dell’aprile 1986. Ecco perché non è possibile ridurlo alla figura di fumettista, o peggio ancora a quella di sceneggiatore di Ranxerox.
Continua a leggere

Reblogged from curiositasmundi

viceitaly:

Stefano Tamburini, borgataro post-punk

Stefano Tamburini è morto in un imprecisato giorno dell’aprile 1986. Ecco perché non è possibile ridurlo alla figura di fumettista, o peggio ancora a quella di sceneggiatore di Ranxerox.

Continua a leggere