Out-O-Matic

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"la prima cena tardi dell’estate perché d’estate si deve cenare tardi, si deve mangiare l’anguria lasciando un cimitero di semi sul piatto, si deve piangere e pensare a pavese e quanto avesse ragione sull’unica stagione adeguata per morire, si deve ripensare a van gogh che in agosto ha premuto il grilletto, si deve stare scalzi, si devono guardare i bellissimi di rete4 in seconda serata con la finestra aperta, si deve dormire nudi, ci si deve spalmare l’autan sulle gambe, si deve annusare nell’aria l’odore di carne alla brace che il vicino sta cucinando, si deve ascoltare il rumore di una festa, si deve pensare ogni giorno di fotografare i balloni di fieno finché non diventa troppo tardi, si devono ammirare i girasoli, si devono scrivere cose senza senso, si deve evitare di asciugarsi i capelli e farsi venire il torcicollo, si deve guardare per la millesima volta io ballo da sola, si deve leggere fino a tardissimo, si deve sudare, e ridere, e piangere, e urlare, e stare in silenzio, da soli, con gli animali, scappare dalle api, trovare nuovi modi di amare, comunicare e stare vicini, ricordare, mandare messaggi stupidi a persone che ci hanno ferito e ricevere risposte bellissime, e aspettare una lettera, un regalo, una voce, un guizzo, una parola, una voglia, una spinta, un cambiamento, un nuovo taglio di capelli, un bisogno, un cane, un appartamento, una nuova macchina, un concerto, una fotografia ben riuscita, un amico, qualcuno che ti tratti malissimo per come ti stai comportando, qualcuno che ti dica che non chiami mai, qualcuno che capisca perché non lo fai, qualcuno a cui chiedere scusa, qualcuno che ti perdoni, qualcuno che ti perdona, qualcuno che capisce quando non è ora di usare il congiuntivo, qualcuno che vuole leggerti le poesie di guido catalano, qualcuno che vuole farti una sorpresa, qualcuno che ti riporta dov’eri due giorni fa, qualcuno che manda indietro le lancette, che prega, che bestemmia, che sa ballare, che lava i capelli nella vasca, che ti lecca tra le gambe, che ti dice che stai bene con quel vestito, che ti schiaffeggia, che ti consola, che torna a trovarti, che viene a prenderti, che lo fa prima che tutto finisca - prima che finisca quest’altra estate e prima che tutto torni a congelarsi e le nostre mani, fredde, freddissime, senza riparo, tornino sotto i vestiti come gli uccelli a casa."

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brava, brava.

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